24 +000030302006bMon, 13 Nov 2006 10:38:17 +0000UTC 2006

L’arte di sedurlo svestendosi!

Sorprese e luoghi comuni!
Uomini e biancheria intima femminile…


(credits@image by Basic Instinct II) 

Avete deciso di sedurre il vostro lui con effetti strabilianti? Attenzione: non è così facile come sembra! Pensate di rinvigorire il vostro rapporto con uno spogliarello (effettivamente un po’ usurato) alla “9 settimane e mezzo”? Aiuto! I maschi italiani non sono così facilmente soggetti a generalizzazioni! Su questioni (sicuramente) “fondamentali” come: i tacchi alti o scarpe basse, biancheria di seta o di pizzo, gonne corte o con lo spacco, divergono come l’acqua dal fuoco!

Dramma. La metà degli uomini sembra preferire mise arrischiate e provocanti, ma come la mettiamo con quell’altra metà, che, viceversa, sembra entrare in crisi per un paio d’autoreggenti? Rischiate di essere riportate a casa, perché lui  si sente innervosito dalle vostre autoreggenti -scorte furtivamente dallo spacco della gonna- inesorabilmente, penserà, allora, che vogliate fare sesso a tutti i costi, e ciliegina sulla torta, a lui viene: un attacco d’ansia!

E ora i luoghi comuni (con qualche sorpresina!)

(credits@image by Verde Veronica) 

Minigonna. C’è, purtroppo, chi la ritiene ancora ed inevitabilmente, un richiamo forte, addirittura per alcuni resta il simbolo di una certa “mignottaggine” femminile. Grazie al cielo, in ogni modo, ci sono uomini che la ritengono ormai un capo “moralista”, perciò se non è eccessiva fa molto “ragazzetta in salute”!

Reggiseno. Qui il gioco si fa veramente duro! I gusti spaziano: passiamo da chi adora i completini di seta e non sopporta il pizzo, a chi la pensa totalmente all’opposto! Spero (e ve lo auguro di tutto cuore!) che il vostro patner sia di quella “splendida miscela” per cui, alla vostra mise di pizzo, reagisce con una performance erotica degna di un pornodivo, mentre con la seta, riscopra ed esalti la vostra sensibilità femminile con preliminari degni di multipli orgasmi! (se lo trovate uno così fateci un fischio, una rarità del genere va condivisa! Mica vorrete tenervelo tutto per voi!)

  Busto. Noto indumento per fasciare e stringere la vita della donna ed accentuare il richiamo erotico.Tanto più è stretto, tanto più saranno evidenti l’opulenza e il fascino del petto e delle natiche. Sicuramente caduto in disuso, affascina tuttora i feticisti e i sadici, ripresentato dalla moda attuale, in versione femminista, sottoforma di corsetto: per gli uomini che amano la fantasia!

  Calze. Ritenuto, fin dalla sua nascita, uno degli indumenti femminili più dotati di richiamo erotico! Serve, infatti, ad esibire coscia e polpaccio (evitando di congelare!). Pensate solo che l’avvento, nell’ultimo decennio del diciannovesimo secolo, delle calze nere provocò uno scalpore vivace, quanto quello suscitato in epoca barocca o rococò dalle calze color carne che, proprio perché rimandavano all’idea della pelle nuda, esaltavano il fascino erotico della donna. In America, nei ruggenti anni ’20, le dive hollywoodiane del cinema muto indossavano calze nere di seta, talvolta con figure che s’ispiravano a disegni cinesi; come nel barocco le cortigiane usavano adornare le proprie calze con oggetti d’oro, pietre preziose o con il ritratto dell’amante in carica. Oggi? Coprenti o velate? Autoreggenti? Sì o no al reggicalze? Quest’ultimo è ritenuto da alcuni un capo d’epoca (in disuso) resta, in ogni caso, ancora sexy. Purtroppo è ritenuto dalla maggior parte degli uomini, scontato, e proprio per questo, se decidete di indossarlo per fargli una sorpresa, l’uomo si sentirà obbligato a darvi una risposta entusiasta.

Spacchi. Per alcuni il massimo del piacere è vederli ultra-esagerati, per altri è più intrigante l’ormai famoso: “vedo, non vedo”!

Colori. Qui forse si riesce a raggiungere una certa unanimità di pensiero; vince e stravince il nero! Ovviamente, non sono disdegnati: porpora, grigio perla, blu…insomma colori chiari: una femminilità più sensibile, nero e rosso: femme fatale!

Certezza! La biancheria intima femminile esercita un forte richiamo sugli uomini, anche e specialmente nelle forme più elaborate: è comune il caso d’uomini che preferiscono, che nel rapporto, la patner non sia completamente nuda, ma indossi qualche capo di biancheria (piace molto la mise calze e scarpe!).

(credits@image by Verde Veronica)
Consigli! Per sopravvivere evitate sicuramente le mutandine stile “collegiale”, aborrite in linea di massima dalla maggior parte degli uomini (se il vostro ragazzo è uno della minoranza, beh, consolatevi, spenderete pochissimo: sono le più economiche!), il perizoma piace un po’ a tutti perciò non dovreste sbagliare; cercate di assecondare i suoi, ma soprattutto i vostri gusti!

Disperazione! Se proprio siete all’ultima spiaggia e lui è indifferente a qualsiasi capo della vostra biancheria intima, non vi resta che una soluzione, ed è sicuramente ardita (Osate!)! Vi ricordate di Sharon Stone in Basic Instint? Il segreto c’è! Sotto il vestito…  niente!

24 +000030302006bSun, 12 Nov 2006 09:59:19 +0000UTC 2006

Vizi privati e pubbliche virtù…

Le fantasie erotiche di quelli che osano e di quelli che per favore no!

(credits@image by David La Chapelle) 

Sesso al 100%: vi sentite speciali a letto? Avete gusti particolari? Osate chiedere o la fantasia resta tale? Tutti i modi di e per… vivere liberamente (e con un pizzico di trasgressione!) il sesso!

Dove! I luoghi preferiti dove fare l’amore: gli uomini generalmente scelgono l’albergo, le donne hanno una spiccata preferenza per la cucina (adorano fare sesso giocando con il cibo); rimane un caposaldo la scappatella in macchina, per chi ama “farlo strano”: sesso in luoghi pubblici (ristoranti, bar, disco e quant’altro vi stuzzichi!), luoghi mito sono: treno e aereo, spiaggia, barca, ufficio (magari con il capo/a); per chi non ha ancora deciso, che ne pensate di “farlo dove capita?”

Parti del corpo sexy! Secondo il gusto femminile, le parti più sexy di un uomo sono, in ordine di gradimento: labbra, petto, spalle, sedere e mani. Gli uomini invece adorano: seno, sedere, labbra, occhi e gambe.

(credits@image by David La Chapelle)
Perversioni… qui l’atmosfera comincia a riscaldarsi! C’è chi si accontenta di avere una relazione da una notte, a chi vorrebbe provarne una omosessuale, chi vorrebbe fare sesso con più persone contemporaneamente, chi al “triangolo” non può rinunciare, chi è attratto dal sesso sadomaso, chi dal sesso virtuale, chi il sesso lo farebbe solo con sconosciuti (“Ultimo Tango” docet!), chi si farebbe filmare…Esibizionismo e voyeurismo, sexy-party, scambi di coppia, strip-poker… e chi ne ha più ne metta!

Quando! Per chi la notte è il momento migliore; chi, decisamente, preferisce la mattina tra le 7 e le 8; per chi prima di cena è il momento migliore; le coppie stabili che in una volta alla settimana hanno la loro media; uomini e donne, che durante il rapporto con il patner, hanno fantasie e pensieri “esterni” alla coppia; chi preferisce farlo al buio, chi si vergogna della propria nudità…per chi l’estate è la stagione migliore…
Tradimento! Chi lo confessa, chi nega: quelli insomma che ritengono non sia peccato il sesso fuori dal matrimonio; quelli che sono favorevoli all’apertura degli eros center, quelli che il sesso a pagamento è il mestiere più vecchio del mondo; quelli che la fedeltà esiste ancora.

Modi! Stare sopra o sotto? Chi in piedi, chi al letto non può rinunciare, chi il Kamasutra se l’è studiato, chi preferisce la posizione del “monachello”, chi preferisce l’uso di materiale porno in coppia o in compagnia; quelli che parlano mentre fanno sesso (linguaggio scurrile o no!), chi agli accessori erotici è favorevole; chi insomma fa del sesso il suo passatempo preferito!

Timori e dubbi… chi si giudica appartenente alla categoria dei “Timidi Patologici”, chi vorrebbe avere il pene più lungo, chi teme di non essere bravo a letto; quelle che ammettono di aver simulato l’orgasmo; quelli che temono di comunicare al patner le proprie fantasie segrete durante l’atto sessuale; quelli per cui il rapporto sessuale dura dai 3 ai 15 minuti; quelli che: Viva il Viagra; quelle che non ritengono importanti le dimensioni del pene del patner; quelle che all’insuccesso del patner mostrano “comprensione”…

Come dire che il sesso, divenuto prosaica pratica quotidiana, ha perduto fascino.
Che il segreto per riaccendere la luce della fantasia sia tornare a qualche vecchia, sana proibizione?

24 +000030302006bSat, 11 Nov 2006 11:56:07 +0000UTC 2006

Mondo Profilattici: Istruzioni per l’uso!

Guida pratica per esperti e novellini!

Sottili o spessi? Lunghi o larghi? Profumati? Lisci o con rilievi? Lubrificati? Ce ne sono così tanti che ormai è diventato difficile scegliere, è inevitabile che il panico la potrebbe fare da padrone di fronte allo scaffale ultra rifornito.

Ormai li trovi ovunque, dalla farmacia al supermercato, dai distributori automatici, disseminati un po’ dappertutto (discoteca, bar, autogrill…) ai sexy-shop.

Attenzione non sempre i profilattici assicurano la protezione che dovrebbero garantire! Per essere sicuri della qualità e sicurezza del condom, che acquistate, verificate che vi sia la presenza del marchio CE, che vi garantisce che il profilattico in questione è stato testato secondo i parametri della Comunità Europea!

Il problema è perciò quale scegliere tra i vari e molteplici condom per garantire ad ognuno un’ottima prestazione e per sentirsi a proprio agio. La taglia va da 107 a 208 millimetri, mentre la larghezza da 51 a 56 millimetri, l’importante è che il preservativo non sia troppo largo, perché rischiate di perderlo durante il coito (con rischi che ben potete immaginare!), invece un profilattico troppo stretto è in pratica quasi impossibile da mettere. Per lo spessore, vi consiglio quelli più sottili che vi permettono di provare sensazioni più intense, mentre quelli più spessi sono più adatti a rapporti (“particolari”) come quello anale, dove è più elevato il rischio di una possibile rottura del preservativo.

Passiamo ora alle caratteristiche “extra” e supplementari: profumati, al sapore di frutta, lisci o stimolanti? Semplice: scegli tu e la tua patner, perché è una questione di… gusto!

Ora una volta che avete acquistato i profilattici è molto importante sapere che un’eventuale cattiva conservazione dei medesimi può comprometterne l’efficienza. Consigli utili: la confezione va tenuta lontano dall’umidità, dalla luce ed in modo particolare dal calore, infatti, il lattice può diventare poroso e non essere, dunque, più sicuro! Non dimenticateveli allora nel cruscotto dell’auto e non conservatelo nel portafoglio (magari per mesi; quando scadono vanno buttati!), perché se avete piegato la confezione c’è il rischio di provocare tagli nel lattice che ne pregiudicano la sicurezza (e che magari voi non vedete!). Buttateli!

Ora una piccola guida pratica all’uso (un ripasso non fa mai male!).

Indossare il profilattico è questione d’esercizio quindi allenatevi e pensate che anche l’atto di infilare il condom può diventare un preliminare ed aumentare l’eccitazione. Apri la confezione con cura, con le mani e mai con i denti, puoi rischiare di danneggiarlo e togli (sempre per questo motivo) anelli ed eventuali oggetti taglianti! Verifica che la parte da srotolare sia all’esterno, poi prendi il preservativo all’estremità (chiusa!) e fai uscire l’aria, dopo questa semplice operazione appoggialo sulla punta del pene e srotolalo fino alla base (attenzione a non formare bolle d’aria!).

Ultimi consigli: infilatevi il preservativo quando siete in erezione e, durante il rapporto, controllate sempre che sia al suo posto, se così non fosse, toglietelo e mettetene uno nuovo! Mai utilizzare un preservativo già usato! Infine, togliere un preservativo non è un’impresa titanica, ma è meglio agire quando l’erezione non è finita e sempre con un fazzoletto di carta.

Un’ultima cosa, ed è la più importante! Usatelo SEMPRE! Sia che siate innamorati, sia che sia un’avventura; usalo sia durante i rapporti anali che durante quelli orali (ci sono preservativi aromatizzati alla frutta!), il profilattico è l’unico metodo che vi protegge dall’AIDS!

24 +000030302006bSat, 11 Nov 2006 11:19:52 +0000UTC 2006

Fetish Gala: Torture Garden!

(credits@image by Dita Von Teese)
Sadomaso e body art… la notte della cultura della sessualità alternativa

Per una volta nella vita, almeno, non potete non partecipare al Torture Garden

Nasce a Londra, nei primi anni ’90, e i fondatori sono David TG e Allen TG, due noti Dj della scena british-alternative. Ormai sono diventati (dal ’90 ad oggi) il più grande e noto movimento di fetish, body art e sub-cultura, e hanno conquistato l’eclettico e variegato pubblico underground delle maggiori capitali mondiali.

Partecipare è come entrare in un altro mondo, dalle dimensioni smisurate, e hai la strana e alienante sensazione di prendere parte ad un film onirico, dal sapore un po’ straordinario ed eclettico. Il Torture Garden colpisce perché sa essere vario: abbraccia dalle pratiche sadomaso al fetish, dalla body art a tutto ciò che è trasfigurazione della persona, comprese tutte quelle pratiche estreme come la cybermutation e body modification. . Il Fetish Ball va dalla sfilata in latex e rubber alla performance di bondage giapponese, dal dungeon (sala della tortura) con tutti i giochi di ruolo possibili al balletto in stile dionisiaco.
Un evento, che attira un gran numero di persone da tutto il mondo. Dal 90 ad oggi poi non è più un party esclusivamente londinese, ma è arrivato fino agli States (Los Angeles e New York, ad esempio) e in Giappone (a Tokyo).

Tanta passione è forse testimonianza di come muta e si trasforma la società, e di come si sente, oggi, forse più di ieri, la necessità e la volontà di sostenere la libera espressione dell’individuo. Il Torture Garner si fa bandiera di questa libertà, fatta di abiti, gesti, simboli, colori e accessori, nel pieno rispetto dell’altro. Rappresenta il culmine della celebrazione dell’espressione dell’individuo, un vero luogo di culto per tutti coloro che sono attenti alle novità del nuovo millennio, per tutti coloro che vogliono sentirsi liberi ed inseguono le loro sfrenate fantasie.

Ecco allora il piercing, tattoo, bondage. C’è tutto questo in un fetish party, ma anche e soprattutto l’abbigliamento a tema: in latex, pelle, gomma, con accessori e trucco pesante, elementi indispensabili per poter partecipare. Compaiono le geishe, i mutanti, i dark e i gotici. Per vivere liberamente la propria immaginazione e vestire le proprie fantasie.

24 +000030302006bTue, 07 Nov 2006 17:21:18 +0000UTC 2006

La boutique del sesso più chic d’America!

A New York il negozio-boudoir del sesso elegante e lussuoso!

Varcata la soglia scorgi le foto di voluttuosi corpi femminili firmate da Man Ray, Irving Penn e Richard Avedon, mentre le luci soffuse lentamente svelano alla vista i completi di biancheria e oggetti erotici molto raffinati ed estremamente lussuosi.

E’ Kiki de Montparnasse, la boutique del sesso più chic d’America. Kiki, il  boudoir dell’erotismo, che prende il nome dalla musa di Man Ray e della sua cerchia dadaista di Parigi. Il luogo dove l’eleganza e la perversione si incontrano. Aperto di recente nell’elegante quartiere di Soho a New York, propone intimo lussuoso e molto chic, toys per il piacere placcati oro e impreziositi da costosissimi cristalli.

Mutandine e baby-doll, ma anche maschere di pizzo, palette di cuoio, frustini e maniglie in platino adatte ai giochi erotici: gli oggetti più “particolari” sono esposti come gioielli accanto alla lingerie. Tutta la lingerie in vendita è prodotta in numero limitato e con prezzi da capogiro.

Il negozio dell’”haute sex” è frequentato da personaggi famosi e artisti ed è strutturato su due piani. Proprio al secondo piano, per pochi intimi, si organizzano cene a tema che evocano i salon francesi settecenteschi. Qui erotismo e arte si abbracciano come la seta della biancheria e il platino dei toys esposti.

Molto prestigiosa è la ricca collezione de “The Instruments of Pleasure Department”, che offre sex toys molto particolari realizzati con gioielli e materiali ricercati come il Titanium Vibrator, ipoallergenico, leggero e silenzioso (costa 450 dollari) o il Cubic Zirconia, un anello per stringere la base del pene, che oltre che essere pensato per il piacere può anche essere indossato come un gioiello (costa 800). Per gli amanti del bondage c’è il ricercato Restraining Arts Kit, set di cinghie e bracciali in pelle (595 dollari).

In America, insmma, la combinazione di lingerie e toys erotici ha successo, sarà perchè le donne americane sono meno riservate (da anni infatti possiedono un vibratore personale e lo dichiarano senza problemi) o sarà perchè anche nel sesso a New York le donne ora fanno attenzione alle sfumature.

24 +000030302006bTue, 07 Nov 2006 15:20:51 +0000UTC 2006

PlayBoy Club!

La storia dei Night Club Playboy inizia poco dopo il debutto della rivista nel 1960 a Chicago. Ed è proprio qui che compare la prima storica uniforme delle conigliette. Da allora ben poche sono state le modifiche fatte al capo che rappresenta un vero cult dell’erotismo.

Uniforme che ha reso l’immagine della coniglietta il simbolo di una vera e propria rivoluzione sessuale e che è diventata l’icona della cultura pop.

Nel corso degli anni ‘60 e ‘70 i Playboy club rappresentarono anche una vera e propria rivoluzione nell’entertainment per adulti. Da New York alle Bahamas i Club Playboy spopolarono.

Tutto cambiò con gli anni ‘80. Il femminismo e i contenuti esplicitamente “erotici” del brand portarono alla “censura”. In Europa la chiusura scattò nel 1981, nel 1986 chiuse l’ultimo club in America e nel ‘91 quello di Manila.
Dopo 20 anni  riapre (lo scorso 6 ottobre) a Las Vegas il primo Playboy Club, nelle torri del Palms Casino Resort. Gli altri Playboy Club seguiranno a ruota in tutti gli States.

Nel locale di Las Vegas ci saranno il Club e un Casinò, ma anche un megastore e poi il mitico The Moon, un nightclub con un soffitto apribile e la Sky Villa di Hefner, ovvero una suite immensa su due piani con tanto di palestra, sauna e media room. Per i clienti anche una Jacuzzi con pareti di cristallo e otto letti rotanti.
Il restyling del brand è firmato Roberto Cavalli, che ha curato il design del locale e la nuova uniforme delle playmates.

Va in pensione insomma lo storico e mitico costumino cult del 1960: il famoso smoking- body, che sottolineava il vitino da vespa, con l’indimenticabile colletto bianco e cravattino a farfalla, indossato anche dalle celebrities come Lauren Hutton ed esposto nella permanente del Chicago Historical Society Museum.

24 +000030302006bTue, 07 Nov 2006 10:43:25 +0000UTC 2006

Playboy! La rivista delle playmates!

Piccola storia del mensile mito americano.

La bellezza innocente e sfacciata delle playmates, ma non solo: i racconti di Kerouac e di Capote, le interviste di Miles Davis e John Lennon, dalla prima copertina di Marylin Monroe ( ‘53) al primo nudo di Anita Ekberg, da Naomi Campbell a Pamela Anderson!

Il mensile per soli uomini ha ormai più di 50 anni di vita, di sogni, non solo americani. Playboy è l’american dream di conigliette ammiccanti su pagine di carta extralusso, che ha scatenato bufere ormonali in tutti gli states ed è la storia del costume americano di ben 3 generazioni!

Dal maccartismo alla Lewinsky, la prima copertina del mensile è Marylin Monroe, nel dicembre del 1953 ed è in vendita per 50 centesimi. Vendette 50mila copie in pochi gironi: inizia così il mito di Playboy e del coniglietto in frac.

Playboy fu la prima rivista esplicitamente dedicata alla fotografia erotica, ed ebbe un ruolo importante anche nella rivoluzione sessuale. Il genere di fotografia di nudo proposta da Playboy viene oggi, comunemente definita softcore, contrapposto alla pornografia hardcore introdotta da Penthouse e poi sviluppatasi, a partire dagli anni ‘70, nell’enorme mercato dell’editoria pornografica.

Negli anni ‘60 poi farsi intervistare o fotografare da Playboy era come vincere un oscar, il nuovo mensile mostrava l’America come stava diventando: gentiluomini professionisti e gaudenti, che ascoltano jazz, che si versano un Martini liscio e poi si mettono al volante della loro Triumph, con una bionda al fianco.

Sono 613 le playmates elette e ancora, tra di loro, nessuna italiana.

I nudi di Playboy non hanno nulla di destabilizzante, anzi la donna che vende è un’illusione: veneri botticelliane, simboli quasi dell’amor cortese, e quando, non sono madonne, sono conigliette e cartoons, buone per i collezionisti: i Don Giovanni dello sguardo. La sua donna è idealizzata: da guardare, ma non da toccare!

Molte poi le leggende che gravitano intorno a Playboy: per esempio, è ancora un mistero il significato delle stelline disegnate accanto o dentro la “P” tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70.
Tra le varie supposizioni in merito, si vocifera che potesse essere un voto attribuito da Hugh Hefner alle ragazze di copertina o il numero di volte che l’editore aveva dormito con loro.

Playboy resta un mito e, soprattutto, un impero multimediale che spazia dal cinema, alla moda e alla tv.

24 +000030302006bMon, 06 Nov 2006 10:39:16 +0000UTC 2006

Fever Parties: le orgie più chic sono a Londra!

Ecco dove “osare” è la parola d’ordine!

Le feste più hard e trasgressive sono targate made in London. Benvenuti a Fever, moderne orge dell’upper class inglese! Solo per under 40, solo per bellissimi.

Insomma se non rientrate in questo target c’è poco da fare, il circolo è molto selezionato; serve inoltre una parola d’ordine per entrare in questo luogo di perdizione sospeso tra il retrò e l’illuminante cultura moderna.

Classe, fascino e gioventù in un’atmosfera elegante, sono gli ingredienti di queste feste molto esclusive. Ragazze in minigonna e tacchi a spillo, uomini rigorosamente in giacca, tutto all’insegna della raffinatezza, come l’ambiente, riscaldato da luci soft di candele saggiamente disposte per i salottini e le alcove, con musica lounge in sottofondo.

I giovani professionisti, nei salotti dai soffitti enormi dell’appartamento di Kensington, sorseggiano alcopops.

La stanza centrale è arredata con comodi divani e pochissimi tavolini. Nelle altre tre stanze però risaltano immense alcove, con quattro letti matrimoniali accostati, affiancati lungo le pareti da due letti singoli. L’atmosfera è inebriante, sembra quasi di essere sul set di “Eyes Wide Shut” di Kubrik.

Le location in cui ci si ritrova sono sempre diverse e chic: si va dal cuore di Londra a Ibiza. Solo locali di lusso, un numero limitato di party all’anno, bar aperto tutta la notte, alcol a fiumi, colazione a base di champagne, ambiente intimo e raccolto, ottimo servizio di security, partecipanti molto selezionati, e tutti istruiti su ciò che è permesso e non è permesso fare. E per i vip: festini blindatissimi per poche, ancora più selezionate, coppie.

I candidati sono selezionati con criteri “rigorosi”. La scelta cade su 50 coppie e qualche single: solo donne. L’indirizzo e la parola d’ordine vi sono resi noti solo 24 ore prima dell’evento. Riceverete un numero telefonico di cellulare da chiamare: un messaggio preregistrato rivela le coordinate per il “convivio”.

Insomma il sesso di gruppo sembra essere la nuova frontiera di una generazione che, dopo clubbing, rave ed esperienze fetish-sadomaso, ricerca altri territori e supera i propri tabù.

La novità sono le ragazze, nei Fever Parties, infatti, sono in maggioranza e sono loro che guidano il gioco. Gli uomini gay, invece, non sono ammessi. I preservati sono a disposizione un po’ dovunque in eleganti coppe di cristallo.

L’attrattiva di Fever non è solo negli accoppiamenti senza freno, quanto nell’eccitazione, nell’esplorazione, nel narcisismo e nell’esibizione di corpi perfetti.

24 +000030302006bMon, 06 Nov 2006 10:16:49 +0000UTC 2006

Histoire D’O.

Da Pauline Réage a Guido Crepax.
Il sesso scritto al femminile e disegnato al maschile!

Sono passati poco più di 50 anni dal 1954, quando sono apparse le prime copie di l’Histoire D’O. di Pauline Réage, copie che circolavano clandestine, perché il romanzo fu giudicato osceno dalla Commissione del libro.

Quando finalmente l’editore Jacques Pauvert pubblica il libro, che narra la storia di una donna bellissima, di cui conosciamo sono l’iniziale del nome di battesimo: O.

Una donna che per amore di un uomo accetta la proposta e la sfida di fungere da oggetto del desideri più violenti ed eccessivi d’uomini che non si risparmiano nel darle addosso, mentre lui sta a guardare. Una donna, che pur di far piacere al suo uomo, si concede alle umiliazioni sessuali più brutali.

L’autore di tali immoralità era una donna, sebbene nessuno sapesse chi era questa Pauline Réage.

Nel 1975 Just Jaeckin dirige l’omonimo film ispirato dal libro, e finalmente, nel 1994 Pauline Réage ammette d’essere lei – senza l’utilizzo di uno pseudonimo – ad aver scritto la scandalosa, perversa storia d’O.

Pauline era in realtà Dominique Aury, la segretaria e collaboratrice di Paulhan. Aveva 47 anni, quando, in ragione di un amore impossibile in cui l’angoscia la stava vincendo sulla felicità, decise di mettere a verbale una dipendenza totale. Quando Paulhan legge il manoscritto, annota: “E’ la più feroce lettera d’amore che un uomo abbia mai ricevuto”.

E’ proprio una donna, perciò, a narrare le vicende di O, giovane, bella, raffinata signora, la cui vita consiste nell’avere amplessi d’ogni sorta con il suo amante-padrone René e con tutti coloro cui quest’uomo – debolissimo come tutti i sadici – decide di prestare o regalare la sua schiava amatissima.

Un romanzo-trattato di pornografia femminile, che gran parte della critica ha esultato lodandone la raffinatezza e il mistero, un vero e proprio capolavoro della letteratura del Novecento.

Anche Guido Crepax si lascia affascinare da O. ma è evidente una trasformazione apportata al testo di Pauline Réage. Mentre il romanzo, infatti, era una storia dell’anima e s’inoltra nel profondo della psicologia e nel tragico dell’umanesimo. Il fumetto di Crepax preferisce, invece, la modernità. I personaggi, con i loro volti, i loro gesti e i loro corpi sono, infatti, specchio di un gioco d’immagini, in cui l’immaginazione stessa simboleggia e celebra la sua artificiosità e la sua incredibile libertà.

Mentre Pauline Réage si era preoccupata di avvicinare a noi la sua eroina con le sue debolezze fisiche, i corpi di Crepax si caratterizzano per le loro linee nere, che delimitano superfici di carne di una perfezione astratta, senza passato, senza alcun tremore per l’eternità.

Oggi il sadomaso adorna le pubblicità, la musica rock e i reality show e appartiene alla “cultura” metropolitana. Non fa più scandalo, o meglio, lo fa, ma senza intelligenza, senza essere un capolavoro.

24 +000030302006bFri, 03 Nov 2006 13:18:54 +0000UTC 2006

Feticismo della Scarpa

Il feticcio della scarpa tra Oriente ed Occidente.

In molte culture la scarpa è simbolo degli organi genitali femminili o anche maschili. Nella società occidentale questa credenza si è evoluta: la scarpa è ora oggetto di richiamo erotico.

In oriente, invece, il sandalo era simbolo delle divinità femminili della fertilità.

Ma mentre i feticisti occidentali ambiscono ad essere dominati dal patner, in Cina la chiave dell’estasi erotica è rappresentata dalla passività della donna, simboleggiata dai piedi fasciati.

Col passare degli anni la tradizionale simbologia, scarpa-femmina e piede-maschio, ha subito una trasformazione. In epoca moderna la scarpa è diventata un simbolo fallico.

L’arte moderna utilizza le scarpe, specie se di colore rosso, come attributo erotico delle donne. Nonostante le profonde differenze culturali che le separano, le “scarpe-feticcio” occidentali e le minuscole loto cinesi hanno il comune scopo div alorizzare chi le porta e di sollecitare l’istinto sessuale di chi guarda.

Il tipico feticista occidentale predilige le scarpe nere di cuoio verniciato, tacchi esageratamente alti (associati ad un’idea di donna sessualmente aggressiva) e gli stivaloni inguinali allacciati (avete presente quelle bombe sexy dei fumetti vestite con tute di pelle e stivali?).

E’ la costrizione della scarpa sul piede, a quanto pare, l’aspetto di questo feticismo che più suscita l’eccitazione, quale che sia il contesto culturale.

Mentre in Occidente il carattere erotico di una scarpa è dato dalla sua altezza, in Cina è privilegiata la lunghezza ridotta. I piedi piccolissimi sono oggetto d’adorazione da molto prima che la fasciatura dei piedi divenisse l’emblema di una sorta di feticismo culturale.

La fasciatura dei piedi, esercitata per più di un secolo, è stata bandita ufficialmente nel 1949 ed è ora motivo di vergogna. Per ironia, in Occidente il feticismo è sempre stato considerato una perversione, una deviazione sessuale da consumare ai margini della società.

Ma negli ultimi vent’anni, invece, il feticismo ha incuriosito e affascinato; così che gli accessori-feticcio sono stati non solo accettati, ma anche integrati nelle linee di moda più classiche.

L’essere definito feticista, oggi, rispetto alla definizione patologica (vedi post), descrive perciò la mania generale di un culto per gli oggetti alla moda.

La particolarità che distingue il feticismo della scarpa da molte sue altre forme consiste perciò nella sua attuale diffusione come fenomeno “quotidiano innocuo”.